Commemorando questa data, 25 aprile 1945, giorno della Liberazione dell’Italia, ricordiamo la Resistenza dei militari italiani all’estero con un elogio citando la nostra Divisione italiana partigiana “Garibaldi” costituitasi con l’unione di due divisioni, la “Taurinense” e la “Venezia”, che in Montenegro non si erano arrese ai tedeschi. Diciotto mesi, lo sappiamo, di sacrifici e di rinunce per l’onore d’Italia, con l’orgoglio di aver contribuito alla sconfitta dell’esercito tedesco.
In questa giornata ricordiamo tante cose, innanzitutto i 600.000 italiani catturati dai tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre, che non accettarono di aderire al governo di Salò per uscire dalla prigionia, con un risultato agghiacciante di condanne e morte. E come non ricordare quella lotta, quella guerra che non finiva mai; eravamo stanchi ed amareggiati col pensiero rivolto ai nostri cari così lontani, consci che anche in patria si combatteva e si moriva per quella libertà che tutti sognavamo. Quante preghiere a Dio,quante speranze e quanta tristezza!
La cessazione della lotta condotta laggiù, nel sud della Jugoslavia, in quella terra che si chiama Montenegro, che ci ricordava la regina Elena, fu per noi un anticipo del 25 Aprile anche se, tornati in Italia, volontariamente chiedemmo di combattere nella nostra patria dove proprio il 25 aprile ci fermò.
Ben 65 anni sono trascorsi dalla fine della guerra e ancora oggi lottiamo per mettere in evidenza la nostra “Garibaldi” e conseguentemente la nostra Associazione lamentandoci che il ricordo è ancora limitato e tante volte ci domandiamo: perché? La “Garibaldi” è stata la più grande unità dell’esercito italiano all’estero che, abbandonata a se stessa, ha volontariamente resistito alle lusinghe naziste, rifiutandosi di consegnare le armi per combattere nel segno dell’onore, della dignità e della fedeltà ai principi militari innati col tempo in ognuno di noi. Ci riconosciamo “partigiani con le stellette” e senza dubbio non pretendiamo privilegi ma solo riconoscenza e rispetto.
Cosa ricordiamo ancora? I martiri, gli eroi, militari e civili, coloro che per la cancellazione di una dittatura, durata vent’anni, offrirono la vita. Onore a loro!
Cerimonie, manifestazioni, commemorazioni vogliono oggi ricordare quel giorno che significò la fine della guerra. Esultiamo, ma non dimentichiamo gli errori e le colpe e non dimentichiamo quegli italiani che in un tragico momento seppero, come noi garibaldini, reagire alla sconfitta militare dimostrando che la Patria non era morta. [Carlo Bortoletto – Presidente ANVRG]