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I nuovi organismi dirigenti
Il XXIII Congresso nazionale riunito a Rimini nei giorni 20, 21 e 22 marzo 2015 ha eletto
Presidente nazionale: Annita Garibaldi Jallet
Vicepresidenti nazionali: Anna Maria Lazzarino Del Grosso, Filippo Raffi
Consiglieri nazionali: Umberto Alliata, Fabio Pietro Barbaro, Mariella Bortoletto, Valerio Benelli, Federica Falchi, Salvatore Pulvirenti
Sindaci revisori: Giandomenico Veggi, Renato Giacomi, Renato Sassaroli
Probiviri: Carlo Ciabatti, Ernesto Ferrini, Gino Martellucci
Il Consiglio Nazionale, integrato dai presidenti di federazione, subito dopo la chiusura del Congresso, ha eletto
Segretaria nazionale: Letizia Paolini
Vicesegretario nazionale: Sebastiano Chiarenza 
Direttore dell'Ufficio Storico di Porta S. Pancrazio: Matteo Stefanori
Vicedirettore dell'Ufficio Storico di Porta S. Pancrazio: Alberto Giacopello
Segretaria amministrativa con funzioni di Amministratore unico di Camicia Rossa: Rossella Fioretti
Direttore di Camicia Rossa: Sergio Goretti


DOCUMENTO CIME SUL TERREMOTO
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CONVENZIONE PER PORTA S. PANCRAZIO
 Titolo Descrizione
CONTRATTO DI COMODATODownloadContratto di comodato d'uso del 1.3.2011 tra la Sovraintendenza di Roma Capitale e l'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini pag. 1
CONTRATTO DI COMODATODownloadContratto di comodato d'uso del 1.3.2011 tra la Sovraintendenza di Roma Capitale e l'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini pag. 2
CONTRATTO DI COMODATODownloadContratto di comodato d'uso del 1.3.2011 tra la Sovraintendenza di Roma Capitale e l'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini pag. 3
XIII CONGRESSO NAZIONALE
XXIII CONGRESSO NAZIONALE - RIMINI 21 MARZO 2015
CONSIGLIO NAZIONALE 2013

Lo scorso 13 aprile si è svolto al Circolo Ufficiali presso il Ministero della Difesa a Roma il Consiglio Nazionale ANVRG.

Nelle foto, gli interventi del Presidente Annita Garibaldi

e del Direttore di Camicia Rossa Dott. Sergio Goretti, insieme alla Prof.ssa Anna Maria Del Grosso.

 

 

 

nell'occasione, al Consigliere nazionale Filippo Raffi è stata conferita la Stella al merito Garibaldino

 

COMUNICATO STAMPA DI MASSA MARITTIMA

Comune di Massa  Marittima

Servizio associato di informazione pubblica dell’Unione di Comuni montana Colline Metallifere e dei comuni di Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada

 

UFFICIO STAMPA

Comunicato Stampa 

 

Le “Storie in camicia rossa” arrivano a Massa Marittima con l'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini

 

Nell’occasione il pittore massetano Dino Petri donerà il suo quadro “L’incontro di Garibaldi con i volontari massetani”

 

La Biblioteca ed i Musei Comunali di Massa Marittima riportano in città l’intera storia dell'Unità d’Italia, partendo dagli ideali di giustizia sociale, solidarietà e libertà da cui è nato il nostro Paese unito, grazie ad un evento ideato e realizzato in collaborazione con l'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini (A.N.V.R.G.), che deriva direttamente da quella Società di Mutuo Soccorso fra garibaldini che fu fondata dallo stesso Generale Garibaldi nel 1871.  E’ l’appuntamento “Storie in camicia rossa” in programma per venerdì 26 ottobre alle 16,30 nella Biblioteca Comunale, durante il quale si parlerà di questa storica associazione e della sua altrettanto storica rivista "Camicia Rossa", i cui primi numeri risalgono alla fine dell'Ottocento. Grazie alla partecipazione di Sergio Goretti, direttore del periodico, e di Paola Fioretti, Presidente della Sezione Toscana dell'A.N.V.R.G., sarà possibile per tutti i presenti entrare nella medievale Torre della Castagna, di Firenze, sede dell'Associazione e della rivista, ed ammirare la preziosa collezione di cimeli risorgimentali. La parte centrale dell'incontro sarà poi il racconto di Luciano Luciani, scrittore, giornalista e attuale presidente della sezione di Lucca dell'Associazione, che presenterà due sue recenti pubblicazioni (Storie in camicia Rossa e Minimo Ottocento) attraverso un escursus storico lungo le vite dei personaggi ed i contesti sociali che hanno curvato la storia del nostro paese in favore della solidarietà e della democrazia. Le due pubblicazioni tracciano inoltre parallelismi, diversità e possibili raccordi tra passato e futuro, cercando di fornire alle generazioni attuali spunti di riflessione, supporto e sostegno, in questo difficile momento di disorientamento politico e valoriale. Il racconto del Luciani sarà intervallato dalle "incursioni" di Gildo dei Fantardi, cantastorie lucchese,  che eseguirà canti risorgimentali accompagnandosi con la chitarra. Fantardi è già noto al pubblico televisivo per aver partecipato a varie trasmissioni tra cui “Sereno Variabile”, “Domenica in” e “I raccomandati”, esperienze che lo hanno portato a partecipare alle riprese del reality "Romanzo familiare" in onda su TV 2000 (canale 28 del digitale terrestre).

La giornata si concluderà con la donazione di un opera per la collezione risorgimentale del Comune: il pittore massetano Dino Petri, infatti, in occasione della conclusione delle celebrazioni per l'Unità d'Italia, che ha visto il Comune impegnato in numerose iniziative volte a valorizzare il patrimonio risorgimentale di proprietà comunale, ha proposto di donare il suo quadro “L’incontro di Garibaldi con i volontari massetani” che già da tempo aveva "prestato" all'Ente per arricchire una piccola esposizione di cimeli risorgimentali realizzata al Museo Archeologico in occasione delle Celebrazioni per l'Unità d'Italia. Il quadro, che sarà consegnato dallo stesso Petri nelle mani del Sindaco, Lidia Bai, entrerà a far parte della collezione dei cimeli risorgimentali del Comune e sarà inserito nel nuovo allestimento, in corso di progettazione, che troverà spazio nella nuova ala della Biblioteca Comunale. Il Sindaco Lidia Bai ed il vicesindaco Luana Tommi ringraziano il concittadino Dino Petri per la donazione e l’intero gruppo dell’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini con gli esponenti di spicco della storica e coraggiosa rivista "Camicia Rossa", per l’impegno e la passione che continuano a spendere in favore della conservazione della memoria. “Una memoria- spiega il sindaco Bai- che non si limita ad una narrazione di come si svolsero gli eventi, ma scava nelle motivazioni, negli ideali e nei valori sociali da cui nacquero, crebbero e concretizzarono quegli eventi, ad opera di un gruppo di uomini. Del resto credo che sia sempre indispensabile ricordare, il valore insostituibile che una lettura profonda e completa del passato assume, per l’orientamento libero e consapevole delle coscienze del presente e del futuro.”

 

Schede dei due libri

 

Storie in Camicia Rossa (Maria Pacini Fazzi editore, Lucca 2007) è composto da dodici brevi saggi, apparsi tra il 1994 e il 2006 sulle pagine della rivista “Camicia Rossa”, in occasione del bicentenario garibaldino. Sono vicende che spaziano su tre continenti e su un arco temporale che va dalla Repubblica Romana sino alla seconda metà del secolo. Storie di uomini concreti, in carne e ossa, vizi e virtù, passioni e inquietudini, entusiasmi, malumori e immancabili contraddizioni. Il filo che le unisce è la camicia rossa, metafora di passione patriottica e civile, esigenza profonda di giustizia sociale, solidarietà con tutti popoli del mondo in lotta per la propria libertà.

Minimo Ottocento Personaggi e vicende di una difficile identità nazionale (Marco Del Bucchia editore, Massarosa 2010) comprende16 brevi saggi riproposti ai lettori in previsione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia: qui l'autore ripropone ai protagonisti dell'epoca odierna le ragioni e i valori che hanno ispirato gli uomini del Risorgimento. Patrioti, letterati, esploratori, militari, scienziati, educatori sono raccontati nella passione di vita che ha ispirato il loro agire, nell’attrazione per l’eresia che li ha fatti procedere controcorrente rispetto al senso comune del loro tempo, nel gusto per l’avventura intellettuale e politica che ha contrassegnato le loro esistenze. Tra le intenzioni del libro:  "parlare ancora al cuore e alla mente dei lettori dei nostri giorni, segnatamente di quelli più giovani che, attraverso tanti segnali, lasciano trasparire un preoccupante disorientamento di fronte alle difficoltà di costruire il presente".

 

 

 

XXII Congresso - Relazione della Segretaria nazionale
Cari consocie e consoci
 innanzi tutto porgo a tutti voi il mio più caloroso benvenuto.
Sono diventata Segretaria Nazionale nel 2006 perché mio zio Carlo era diventato Presidente e gli occorreva una Segretaria al suo fianco. Giunta a Rimini, in occasione del Congresso del 2006, ho cominciato a conoscere l’associazione dal “di dentro” perché, pur essendo iscritta da diversi anni e lettrice di Camicia Rossa, non avevo mai partecipato alla vita associativa. Antonella mi ha preso sotto la sua ala protettrice e mi ha introdotta…soprattutto mi ha spiegato quale sarebbe stato il mio ruolo e quali sarebbero stati i miei compiti. In questi anni ho cercato di rispettare gli impegni e le richieste, nonostante le Poste Italiane, e non sempre con le sezioni ci sono riuscita, e questo mi spiace molto…
 Cercherò ora di illustrare quella che è la situazione attuale della nostra associazione e i cambiamenti che nell'ultimo triennio si sono verificati.
Innanzitutto, nonostante il calo degli iscritti, è nata una nuova sezione a Catania, il 13 febbraio 2010 ed altre hanno cambiato i loro Presidenti e Segretari, portando una nuova linfa vitale alle sezioni, alcune delle quali hanno lavorato molto per il 150esimo, come dimostrano i reportage di Camicia Rossa. Inoltre la presenza del sito ha fatto registrare un nuovo interesse nei riguardi dell’ANVRG, uno strumento multimediale che aiuta a farci conoscere ed apprezzare.
 Sarebbe auspicabile per il futuro che tutte le sezioni avessero una mail attraverso la quale mandare le comunicazioni; ho riscontrato spesso la difficoltà di contattare tramite posta le persone, con la mail ogni comunicazione sarebbe in tempo reale e diminuirebbe i costi. Anche il Ministero fa ormai le sue richieste e comunicazioni tramite Mail, è diventato uno strumento indispensabile!
 Per quanto riguarda l'attività svolta dall'Associazione nel triennio, un evento che si attendeva da tempo è stata l’inaugurazione, alla presenza del Presidente Napolitano e delle Alte cariche dello Stato, il 17 marzo 2011, del nuovo Museo della Repubblica Romana e la nascita del suo Ufficio Storico, Grazie alla tenacia di Annita Garibaldi ed il lavoro del gruppo museale che ha formato, il Museo ha ripreso vita…si è conclusa la querelle con il Comune che sembrava infinita ed ora il Museo è aperto e visitabile. La manifestazione ha avuto un risalto nazionale, ripresa dai mezzi di comunicazione (giornali, TV), ed ha registrato un afflusso di pubblico superiore alle previsioni.
Inoltre si sono svolti numerosi convegni e mostre organizzati dalle sezioni ed alcune manifestazioni cui tradizionalmente partecipa la nostra Associazione e rimando a ciascun rappresentante delle sezioni il volerci illustrare, pur se brevemente, le specifiche attività svolte e magari anche i progetti per il futuro. Tra le altre, ne cito alcune, come quelle che ogni anno le nostre sezioni il 25 aprile e il 2 giugno e alle manifestazioni che comuni come Roma, Mentana o Cesenatico organizzano per ricordare eventi della tradizione garibaldina, ormai da anni ed ai quali siamo molto affezionati.Per esempio, nel corso del 2012, il 28 maggio a Thiesi in Sardegna è stata apposta a cura della sezione Anvrg di La Maddalena una lapide commemorativa dedicata al garibaldino sardo Angelo Tarantini.
Mentre il 7 agosto si è conclusa una iniziativa delle sezioni di Ravenna, Cesenatico e Cesena, che hanno realizzato una bandiera tricolore, con al centro l’effigie di Giuseppe Garibaldi, e l’hanno fatta girare tra le sezioni dall’Emilia, passando da Firenze, La Maddalena, Ortona fino a Cesenatico passando da Palermo.
Poi il 1 novembre a Mentana, per la giornata della Memoria, è sttata inaugurata l’Ara Ossario, restaurata a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Sovrintendenza Beni Culturali; l’iniziativa è stata organizzata dal Presidente della sezione di Mentana, Prof Francesco Guidotti alla presenza della Guardia d’Onore Garibaldina del Risorgimento riconosciuta dal Ministero della Difesa.
 Ritornando al 2011, il 5 dicembre, a Reggio Emilia, è stata posta sotto la porta di Santa Croce una targa commemorativa dell’entrata di Garibaldi, il 19 agosto 1859, nella città dopo la conclusione della Seconda Guerra di Indipendenza. La cerimonia organizzata dal Comune e dalla sezione locale ANVRG ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’ANVRG, del Pres. Naz. Bortoletto, della Vice-presidente Naz. Annita Garibaldi Jallet, del Pres. della sez. Mariotti, del Pres. di federazione Emilia-Romagna Albertelli, dell’ANPI e di una classe dell’Ist. Scol. IPSIOA Galvani.
Ed il 1 giugno si è svolta ad Ortona, nell’ambito della Festa della Repubblica, l’inaugurazione di una lapide dedicata a Giuseppe Garibaldi ed ai garibaldini ortonesi del primo e secondo Risorgimento, organizzata dalla sezione di Ortona, alla presenza del Presidente Nazionale ANVRG Carlo Bortoletto, Paola Fioretti, Presidente della sezione di Firenze, Sandrino Luigi Marra, Presidente della sezione di Caserta, il Direttore di Camicia Rossa,Sergio Goretti, Direttore di Camicia Rossa, Annita Garibaldi Jallet, Direttrice Museo di Porta San Pancrazio, i Consiglieri provinciali Tucci, Coletti e Montebello ed il M° Montanari, presidente dell’istituto Nazionale Tostiano, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri cap. Gianfilippo manconi, il Comandante della Stazione Lgt. Andrea Ricchiuti e la banda diretta dal maestro Grumelli.
 E mi fermo qui, ma non perché non ci sia altro da dire sulle attività dell'Associazione, tutt’altro! L'elenco per essere completo sarebbe troppo lungo; l’Associazione continua ad essere attiva, nonostante le difficoltà economiche ed i ricambi generazionali.
Saranno i delegati presenti a rimediare alle mie involontarie lacune.

 Nel congedarmi vorrei esprimere alcuni ringraziamenti necessari che vanno a persone che ho conosciuto in questi anni e mi hanno aiutata moltissimo: Sergio al quale telefonavo per chiedere delucidazioni in merito alle più svariate questioni ed Antonella senza la quale non avrei saputo cosa fare. Auguro al prossimo Segretario o Segretaria un buon lavoro e sono a disposizione perché il passaggio di consegne non è mai semplice, come io stessa ho constatato.

Maura Belangero

 
Relazione del direttore di Camicia Rossa

 
            Caro presidente, cari delegati e consoci dell’Anvrg,
[la relazione morale del presidente]
            ho seguito con attenzione la relazione morale del Presidente e vi ho letto l’orgoglio di aver condotto la nostra Associazione a traguardi importanti nel solco dell’operazione avviata al Congresso di Tirrenia, ma direi ancor prima con la costituzione della Fratellanza Garibaldina voluta da Aldo Spallicci. In virtù di questo lungo percorso, oggi siamo in grado di dare una svolta senza traumi alla vita associativa rinnovando e assicurando quella continuità che si ravvisa nei primi articoli dello Statuto, i principi fondamentali della nostra costituzione interna.
[il passaggio di testimone]
            Il passaggio di testimone che il presidente Bortoletto ha annunciato nell’editoriale di Camicia Rossa ed ora confermato nella relazione è dimostrazione di affetto verso tutti noi, di fiducia nel futuro e nelle persone destinate a prendere le redini dell’ANVRG. Un grazie di cuore a Carlo per quanto ha fatto in questi anni di presidenza, dopo la lunga e irripetibile stagione formativa della presidenza di Lando Mannucci, anni nei quali insieme abbiamo vissuto i momenti clou, le occasioni celebrative, gli incontri culturali, da Padova a Ortona passando per Genova e La Maddalena, tutti all’insegna della testimonianza e della divulgazione della vicenda della divisione “Garibaldi” nel quadro della lotta di liberazione dei militari italiani all’estero secondo il concetto, sempre riaffermato, della Resistenza come riscatto morale idealmente legata al Risorgimento.
            Noi parliamo spesso di tradizione garibaldina per comprendere il complesso di valori e insegnamenti che hanno lasciato profonde tracce in Italia, in Europa e non solo, di cui è depositaria la nostra Associazione secondo l’art. 2 dello statuto. Rinnovarla e perpetuarla è il compito che ci è stato solennemente affidato dai nostri padri, dai fondatori del sodalizio nel 1944. Chi meglio di Annita Garibaldi può reggere oggi questo testimone? Spero che il consenso sia unanime nel riconoscerle il ruolo di guida dell’associazione nei prossimi anni.
[i temi del congresso]
            Sulle pagine dell’ultimo numero di Camicia Rossa abbiamo ospitato alcuni significativi interventi in preparazione di questo Congresso dai quali emerge il tema del rinnovamento, dello spazio da dedicare ai giovani che si avvicinano, insomma la prospettiva del futuro, in un momento così difficile nel quale viviamo ben sintetizzato da Claudio Magris nel Corriere di domenica scorsa quando scrive che
Innumerevoli fattori, non certo solo nazionali ma epocali e mondiali e di ordine diverso determinano questa oggettiva incertezza, questo diffuso, terribile sentimento di essere già derubati del proprio futuro.
 
Proprio in questo quadro di insicurezza dobbiamo rivolgere l’attenzione ai giovani,  per far conoscere la vicenda della costruzione della nostra democrazia e per far loro apprezzare i valori che i nostri anziani reduci hanno affermato col cuore e col braccio, come recitano le parole che accompagnano il murale “Rimembranze Garibaldine” di Galileo Chini in copertina di Camicia Rossa, parole che invitano a conservare il senso e l’attualità della testimonianza dei reduci attraverso il ricordo del passato, il rispetto per il sacrificio fatto, l’auspicio di un futuro migliore.
[l’ANVRG del futuro]
Come ho scritto nella presentazione del numero, io vedo nell’ANVRG futura un organismo prevalentemente culturale,  non elitario, vivace e moderno, non necessariamente fatto di grandi numeri, aperto ai temi dell’impegno europeistico, della difesa della costituzione e dell’unità del nostro paese, della laicità, della solidarietà con i più deboli, emarginati, oppressi. Temi da rendere attuali: scrive a questo proposito Alessio Pizziconi, uno dei più promettenti tra i giovani collaboratori, che La libertà dei popoli, che un eroe come Garibaldi oggi sarebbe chiamato a difendere, è senz’altro quella per l’affermazione della sovranità nazionale contro i grandi gruppi finanziari che mirano a destabilizzare i singoli stati.
Il Congresso è l’occasione giusta per lanciare una piattaforma di idee per l’Anvrg di domani su cui misurare, in modo serio e approfondito, anche una eventuale riforma statutaria.
Scrive Annita che l’Associazione deve farsi creativa, e senza ripiegarsi sulla propria storia, deve offrire un servizio culturale e sociale, non un’associazione di storici ma di combattenti nel mondo senza memoria. E poi rilanciare l’impegno europeistico, intraprendere azioni per rafforzare il comune sentire per l’Europa unita anche attraverso il Consiglio Italiano del Movimento Europeo cui siamo associati e presenti negli organi direttivi. Chi meglio di Annita ci può avvicinare alle istituzioni e ai progetti comunitari, specie se rivolti alla collaborazione con i Paesi d’oltre Adriatico!
Per Francesco Sanvitale occorre sviluppare l’aspetto culturale, ‘ideologico’ che preservi i valori conquistati. Occorre, secondo Filippo Raffi, superare lo smarrimento morale sull’esempio dei garibaldini che hanno fatto l’unità dell’Italia e lottato per la sua libertà.
E Francesco Evangelista lancia un appello invitando a puntare sui giovani e trovare il modo di coinvolgerli aiutati dalle nuove tecnologie e dai moderni mezzi di comunicazione.
[le prossime ricorrenze]
Alcune occasioni di riflessione sul nostro passato e di stimolo per costruire qualcosa di nuovo e di attuale si presentano a breve termine. Nel 2013 ricorrerà il 70° anniversario della costituzione della Divisione “Garibaldi” in Montenegro (2 dicembre 1943) e non potremo non ricordare quella data anche per contrastare  chi vorrebbe stendere una coltre di silenzio sulla storia del nostro riscatto e di quello dell’esercito italiano durante la seconda guerra mondiale. Una sinergia con associazioni similari sarebbe auspicabile sull’esempio di quanto alcuni dei nostri – penso a Sandro Marra  o Antonello Tedde – hanno avviato relazionandosi con l’ANPI, l’ANPPIA, con i Musei e Istituti della Resistenza.
Il 2014 sarà l’anno segnato da almeno tre ricorrenze sulle quali dobbiamo mobilitarci:
  • il centenario dell’intervento dei volontari garibaldini nella prima guerra mondiale con la campagna delle Argonne ed il sacrificio di Bruno e Costante Garibaldi ed anche la presenza di garibaldini in Serbia a combattere gli austriaci ed a morire a Babina Glava presso Visegrad, come ci ha recentemente raccontato su Camicia Rossa l’amico Renato Sassaroli. Dovremo, con l’occasione, rileggere e meditare sul senso profondo dell’interventismo democratico
  • nel medesimo anno ricorrerà il centenario della nascita di Lando Mannucci, la cui lunga presenza nella vita associativa ha scandito l’evoluzione e il rafforzamento dell’Associazione verso i traguardi attuali. Mi sento di proporre, ove le condizioni finanziarie lo consentiranno, un “Quaderno” a lui dedicato costruito sulla base della documentazione inedita che abbiamo ereditato alla sua scomparsa
·        il 2014 sarà anche il 70° anniversario della nascita di questa Associazione che, pur vantando legami ideali col primo Risorgimento, è espressione della tradizione garibaldina democratica ricostituita sulle ceneri del fascismo e delle sue distorsioni. L’occasione merita, secondo me, una riflessione ampia ed una ricerca storiografica seria da fare sulle carte conservate a Porta S. Pancrazio.
[Camicia Rossa – consuntivo finanziario]
E veniamo a Camicia Rossa. In questi tre anni abbiamo pubblicato 9 fascicoli, tutti salvo uno, di 40 pagine. Di fatto un quadrimestrale. I costi di stampa non sono aumentati se non per effetto dell’incremento dei prezzi della carta, quelli di spedizione si, triplicati. Soltanto con l’ultimo decreto cosiddetto “milleproroghe” sono state ripristinate le agevolazioni tariffarie abolite dal precedente governo. Non siamo tornati ai livelli tariffari di tre anni fa, ma è positivo che le pubblicazioni delle associazioni ex combattentistiche siano state conformate a quelle del no profit.
Il quadro spese registra :
8.315 Euro nel 2009 di cui 6.300 per la stampa
9.485 Euro nel 2010 di cui 6.900 per la stampa
7.696 Euro nel 2011 di cui 5.440 per la stampa  tenendo presente dell’acquisto di copie per 1.500 Euro da parte di Unicoop Firenze
In media il costo annuo per la stampa, spedizione e amministrazione è stato di Euro 8.500 (la sola stampa è costata in media Euro 6.200).
La sottoscrizione permanente insieme ai versamenti di quelli che un tempo erano gli abbonati frutta proventi significativi ed in crescita.
Il quadro entrate registra:
3.448 Euro nel 2009
3.541 Euro nel 2010
2.726 Euro nel 2011
In media le entrate annue da contributi della sottoscrizione permanente sono state di Euro 3.235.
Lo sbilancio tra spese ed entrate tipiche di Camicia Rossa  e quindi il peso che la cassa centrale dell’Associazione deve sostenere per pubblicare e spedire tre numeri   è stato di 4.800 euro nel 2009, di 5.900 nel 2010 e di 4.970 nel 2011. La quota di autofinanziamento è intorno al 40%
[Camicia Rossa di carta]
Ciò nonostante ritengo che la rivista nella versione a stampa, che giunge a tutti i soci , ai sostenitori, agli istituti della Resistenza e del Risorgimento, a biblioteche, a istituzioni pubbliche, debba essere mantenuta ed affiancata alla versione on line che abbiamo iniziato a proporre parzialmente nel nostro sito. La rivista è il nostro veicolo più accreditato per promuovere le nostre idee e le nostre attività, per tenere informato il corpo associativo. Inoltre ritengo che gli scambi telematici, che garantiscono immediatezza dell’informazione, non debbano mortificare la valenza del messaggio su carta destinato a restare per fare storia e documentazione. Le due forme, telematica e stampata, possono convivere ed affiancarsi ma non l’una sostituire l’altra.
[sito garibaldini.it]
Alcune considerazioni sono da fare a proposito del sito internet garibaldini.it Esso costituisce una grande risorsa, strumento di comunicazione sempre più consultato (nel 2011 abbiamo avuto 65.000 pagine visitate e 17.000 visitatori) ed è attraverso il sito che avvengono numerosi contatti di persone che ci chiedono informazioni su avi garibaldini, sia dell’Ottocento che sugli appartenenti alla divisione “Garibaldi”. La posta elettronica è fonte di contatti ancor più numerosi. La cura  e l’aggiornamento di questi strumenti è quindi un sicuro investimento per il futuro, così come lo è per l’Ufficio storico e le sezioni che hanno attivato pagine su Facebook (Firenze e La Maddalena). Vi segnalo anche l’”Italia libera, civile e garibaldina” curata sempre su Facebook da Claudio Paterna.
[compiti svolti]
Se vi ricordate, nel precedente Congresso furono affidati a Camicia Rossa  due compiti: il recupero dei nominativi dei componenti della Divisione “Garibaldi” e l’identificazione delle medaglie d’oro apposte sul nostro medagliere.
Grazie a Francesco Sanvitale abbiamo acquisito gli originali dei bollettini curati dal gen. Ravnich tra il 1947 e il 1948. Si tratta di sei bollettini che contengono 43 elenchi con i nominativi di 5.678 soldati e ufficiali della “Garibaldi”. Andranno a far parte dell’archivio storico.
Grazie invece ad Annita ed ai suoi collaboratori dell’Ufficio Storico di Porta S. Pancrazio è stato ritrovato un documento che contiene i nomi dei decorati di MOVM presente sul medagliere. Li abbiamo pubblicati in Camicia Rossa di ottobre 2010-gennaio 2011 e confermano la continuità della tradizione garibaldina tra Otto e Novecento riservando qualche sorpresa per la presenza dei nomi dei sette garibaldini combattenti a Babina Glava in Serbia nel 1914 e di Leone Ginzburg e di altri antifascisti animatori della lotta di liberazione nella capitale.
Abbiamo dunque assolto a quanto l’ultimo Congresso ci aveva chiesto.
[Camicia rossa – i contenuti]
Camicia Rossa oltre che notiziario associativo si è proposta sempre più come laboratorio di ricerca e di divulgazione della storia che afferisce al primo e al secondo Risorgimento. Si è cercato quindi di rafforzare la sezione di storia con contributi di qualificati collaboratori su fatti e personaggi meno noti della tradizione garibaldina e non solo.
In questo arco di tempo abbiamo acquisito nuovi collaboratori, a partire da Elvira Landò da Chiavari, il cui lavoro sulle donne e il Risorgimento è ancora a distanza di tre anni quello più consultato on line, ad Antonio Tantari ed Emilio Carbone di Roma, ad Anna Maria Guideri di Firenze, Angelo Grimaldi di Forlì, Riccarda Bernacchi e Simonetta Simonetti di Lucca, Lorenzo di Biase di Cagliari, Alessandro Marra da Napoli, sino al giovane e bravo Alessio Pizziconi di Città della Pieve. Li ringraziamo di cuore perché con la loro gratuita e volontaria opera hanno permesso di elevare la qualità della nostra rivista associativa che il presidente Bortoletto ha definito, insieme all’Ufficio Storico, uno dei gioielli di cui dispone l’Associazione ed il cui potenziamento e sostegno dovrebbero destare l’attenzione dei soci.
Un’affermazione che gratifica per l’impegno di direttore e collaboratori e che nello stesso tempo ci fa assumere una grande responsabilità, quella di mantenere e migliorare il livello di qualità che abbiamo raggiunto.
Con il sostegno di tutti voi. Grazie e buon lavoro!
Sergio Goretti 

XXII CONGRESSO - La relazione del consigliere nazionale Filippo Raffi
L’esempio di chi ha navigato controvento
 
“Quando non può più lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa, che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela”. Questo pensiero di Henri Laborit, che è stato uno dei maggiori biologi e filosofi del comportamento umano, ci fa capire che quando si è lontani dalla costa, ovvero dalle certezze, il solo modo di salvare barca ed equipaggio è la fuga dalla banalità vorticosa: affrontare il mare, scoprendo rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Giuseppe Garibaldi conosceva il segreto del mare, sapeva che occorre viverlo con ogni vento, senza paura. In questo tempo di crisi morale prima ancora che economica, c’è bisogno di tornare alle radici della libertà, intesa come possibilità di realizzare il nostro progetto di vita senza scontrarsi con il pensiero altrui.
 
Il senso del cammino è l’accesso alla conoscenza del nostro tempo. Fanno paura le parole pronunciate per mettersi la coscienza a posto, ripetizioni di belanti umanisti dell’ultima ora, appollaiati sul trespolo della mancanza di certezze. Noi non siamo figli di nessuno: abbiamo una storia, radici profonde, veniamo da lontano. Siamo gli epigoni di Garibaldi e dei suoi ragazzi in camicia rossa, che combatterono per la Libertà dell’Italia e degli altri popoli.
 
Perpetuiamo gli ideali dei Garibaldini che –come Carlo, come Francesco-, durante la seconda Guerra Mondiale, si batterono da Leoni in Montenegro, tra le fila della gloriosa Divisione Partigiana Garibaldi. Eroi che, controvento, cercavano un’Italia diversa e migliore, non è un gioco letterario né una pagina chiusa di storia. I Latini scrivevano: post hoc, propter hoc, tutto ciò che è stato, si rivela necessario a posteriori. Quel racconto di libertà lo portiamo nel cuore ma non è nostalgia: è insegnamento per l’oggi. E’ rottura con i compromessi, con un presente fatto di conformismo e pensiero unico. E’ coraggio per un viaggio mai concluso dentro noi stessi e quello che vogliamo essere in questo tempo.
 
L’interesse di Garibaldi era rivolto ai grandi progetti di riforma, tra i quali l’allargamento del suffragio, l’istruzione obbligatoria, il riconoscimento dei diritti delle donne, senza dimenticare la lotta per il riscatto del Sud. Parole e azioni che hanno cementato il sentimento nazionale, gettando le basi dell’Italia moderna.
 
Ci fa ancora strada quell’uomo che, di fronte a ciò che era giusto fare, non badava al rischio, il condottiero più vicino alle masse contadine che alla borghesia, il pensatore che non si arrese alle sirene della politica pur essendo stato membro del Parlamento per otto legislature.
 
Oggi, nell’era dei diritti di terza e quarta generazione, servono maestri e testimoni. Un percorso necessario per sperare in una rinascita civile dell’Italia. Maurizio Viroli in un testo appena pubblicato, Le parole del cittadino, ha scritto: “La rinascita nel nostro Paese è sempre avvenuta (quando è avvenuta), grazie all’educazione che fa scoprire la bellezza e la dignità della vita vissuta secondo un alto senso dei doveri civili”. La scuola come palestra di confronto, l’amore per la Costituzione, la libertà sono i sentieri del nostro impegno, allargando lo spazio per i cittadini, perché senza partecipazione ogni processo è calato dall’alto, e non ci sono rivoluzioni di coscienza. Non siamo liberi nonostante i doveri, ma grazie ad essi. Perché la coscienza civile è sempre una forma di lealtà verso le istituzioni e la storia, le memorie e i linguaggi.
 
            Il nostro compito è contribuire ad educare alla cittadinanza responsabile. Ecco perché il Generale, non può restare un'immagine fissata sulla lastra di bromuro né un 'santino' laico su piazze e strade. L'Associazione veterani e reduci garibaldini deve andare alle radici di un messaggio morale, ma impegnarsi a costruire il futuro. Occorre promuovere, nel segno della lezione dell'Eroe dei Due mondi, una nuova visione dell'Italia e dell'Europa. Un nuovo viaggio nell'incompiuto del Risorgimento, per cogliere il segno che resta.
 
Il salto di qualità per superare l’incompiuto si deve fare insieme, unendo tutte le parti in un percorso, e tendendo verso un unico obiettivo: rimettere in piedi il Paese. Non è un’operazione di lifting ma di sostanza. E’ identità e progetto, responsabilità di divenire. Noi ci siamo: vogliamo offrire uno spazio di dialogo e di confronto, per dare un’anima all’Italia, per costruire un futuro solidale oltre i racconti e le ricette del momento. Ma niente si può realizzare se non si crea vera partecipazione, se non si coinvolgono i cittadini nei processi decisionali, se non si lancia una rivoluzione delle coscienze contro la precarietà e l’emarginazione.
L’Italia oggi è addormentata, si rotola sugli egoismi di parte. I Garibaldini non sono uomini come gli altri: noi abbiamo il senso del tempo lungo. Vogliamo lavorare per realizzare progetti generazionali, partendo dall’identità culturale. Riappropriamoci dei classici e dei veri Maestri di pensiero, rideclinati nella quotidianità. Rimettiamoci a studiare Mazzini, a cogliere la lezione di etica nella sfera pubblica. L'esempio di Garibaldi può fare strada al rinnovamento.
 
Però, non basta dire ciò che Garibaldi è stato: occorre dire cosa vogliono oggi gli eredi del suo pensiero, e come pensano il futuro. C’è bisogno di risposte serie. Di riprendere il filo di un cammino, pur tra le necessarie transizioni, lavorando per superare lo smarrimento morale in un tempo in cui il blocco declinista si ingrossa. I 'garibaldini' non sono tra quelli che parlano di Finis Italiae. Non lo saranno mai. La storia ci insegna altro. Le nostre battaglie per la laicità, ci indicano alla storia come costruttori, soldati della libertà. Non serve agitare un contro-passato rispetto alla storia risorgimentale che ha cucito l’Italia Unita. Né dividersi sulle memorie di parte, vedendo passare carri armati che difendono trincee già perse. Va invece riscoperto ciò che legò per sempre più generazioni di italiani in un destino comune. La storia è punteggiata da esempi positivi che possono fare ancora strada. Trovare una nuova alchimia che serva all’Italia vuole dire puntare sui giovani e sulla cultura. Come ai tempi del Generale, occorre rimettere in piedi l’Italia.
 
E Noi Garibaldini, in questo momento di grande travaglio economico e morale, dobbiamo restare UNITI –ora più che mai- e lanciarci in una ‘nuova spedizione’ , non più in armi –come in passato-, ma culturale e sociale, che potremo fare solo INSIEME, impegnandoci in nuove battaglie di giustizia sociale, riconquistando la modernità, non con le baionette, ma con le idee di lungo respiro.
            Vorrei concludere ringraziando Carlo Bortoletto per quanto ha fatto per l’Associazione e vorrei fare tanti, tanti auguri al caro amico Giangiacomo Albertelli, perchè ritorni presto tra noi. Ne abbiamo bisogno.
Infine, ripongo tutte le mie speranze in Annita, perchè sono convinto che una sua presidenza possa condurci verso lidi sereni, proseguendo la grande opera svolta da Lando Mannucci e da Carlo Bortoletto.
 
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